Il Cantico delle Creature di San Francesco non è solo poesia: è una partitura invisibile in cui sole, luna, vento, acqua e stelle diventano note, e ogni creatura è voce di un coro universale. Il messaggio di Laudato sì, l’invito a lodare il creato e a rispettare ogni forma di vita, continua a vibrare oggi nelle mani di musicisti che attraversano epoche e generi, dal barocco alla sperimentazione elettronica, dal jazz al minimalismo contemporaneo.
Voce straordinaria di questa eco sonora è Ima Sumac, la soprano peruviana la cui estensione vocale di oltre quattro ottave sembra incarnare il vento che soffia tra gli alberi, il canto degli uccelli o il fluire dell’acqua. La sua capacità di modulare il suono come se fosse natura stessa rende palpabile l’idea francescana del creato come orchestra vivente, dove virtuosismo tecnico e poesia diventano un unico gesto di meraviglia.
Nel panorama contemporaneo, compositori come Ludovico Einaudi e Max Richter traducono in linguaggi moderni la contemplazione del Cantico. Einaudi, con arpeggi sospesi e sequenze ipnotiche, crea spazi in cui il silenzio ha lo stesso valore della nota, evocando il respiro della natura e i suoi ritmi impercettibili. Richter reinventa l’orchestra classica con approcci minimalisti, generando paesaggi sonori che ricordano le vaste distese della Terra e la fragile armonia degli ecosistemi. La loro musica non è solo intrattenimento: è meditazione, esperienza sensoriale, invito a percepire il mondo con maggiore attenzione e gratitudine.
Il jazz, con il genio estemporaneo di Keith Jarrett o Brad Mehldau, offre un terreno ideale per reinterpretare il messaggio francescano. Ogni silenzio, ogni pausa tra le note diventa un dialogo con l’istante e con l’ambiente circostante, proprio come Francesco invitava a dialogare con ogni creatura con rispetto e meraviglia. L’improvvisazione jazz diventa così metafora della vita francescana: libertà responsabile, armonia senza rigidità, ascolto profondo di ciò che ci circonda.
Il cantautorato contemporaneo e il folk raccolgono a loro volta l’eredità del Cantico. Artisti come Sufjan Stevens, Nick Drake o Joanna Newsom reinterpretano poesia e natura, evocando luce, alberi, corsi d’acqua e cicli della vita. La loro musica sospesa e intima riprende lo stupore di Francesco davanti al mondo, senza didatticismi, con delicatezza e introspezione. Perfino nella world music e nelle fusioni etniche moderne, cori francescani e melodie antiche dialogano con strumenti acustici o elettronici, generando un linguaggio universale che attraversa culture e generazioni. Quello che unisce tutti questi mondi musicali, dalle voci ultraterrene di Sumac ai minimalismi di Einaudi, dalle improvvisazioni jazz alle ballate folk, è un principio semplice e potente: attenzione, gratitudine, armonia con il creato. Ogni nota diventa gesto di celebrazione della vita, ogni silenzio spazio di riflessione. La musica ispirata al Laudato sì diventa così etica oltre che estetica, un invito a percepire la natura come orchestra infinita e a trasformare l’arte in un atto di cura.
Il canto di Francesco, nato quasi mille anni fa, continua a vivere oggi. È un’ispirazione che attraversa generi, epoche e sensibilità diverse, un invito a creare musica che non sia solo suono, ma esperienza del mondo e del tempo in cui viviamo. Dalla voce soprannaturale di Ima Sumac alle meditazioni pianistiche contemporanee, dai loop elettronici alle chitarre fingerstyle, il Laudato sì continua a parlare: ogni nota, ogni pausa, ogni armonia invita a guardare, ascoltare e rispettare ciò che ci circonda.
I consigli dell’esperto
“The Song of Francis” – John Tavener (1995). Opera corale sospesa e meditativa, trasforma il Cantico delle Creature in un’esperienza sonora quasi liturgica.
“Einaudi: Islands” – Ludovico Einaudi (2011). Arpeggi pianistici che creano meditazioni sospese, evocando la bellezza e la fragilità della natura.
“Max Richter: Sleep” (2015). Paesaggi sonori immersivi, con armonie lente e ripetitive, ideali per una contemplazione profonda.
“Keith Jarrett: The Köln Concert” (1975). Improvvisazioni pianistiche che dialogano con il silenzio, evocando l’ascolto attento e la meraviglia della natura.
“Sufjan Stevens: Seven Swans” (2004). Cantautorato folk contemporaneo che celebra luce, cicli della vita e armonia con l’ambiente.
“Ima Sumac: Voice of the Xtabay” (1950). Virtuosismo vocale che riproduce i suoni della natura in modo quasi ultraterreno.
Foto di copertina DEHNCKA da Pixabay