Cosa significa e cosa fosse Dolly Parton è difficile da dire: musicista, scrittrice, imprenditrice e filantropa sono definizioni che possono dire ben poco. Dolly è cultura allo stato puro.
Chi scrive la conosce da quando aveva circa sette anni, grazie al film 9 To 5 (in italiano suona come Dalle 9 alle 5… orario continuato), che in famiglia tutti adoravano e che risale al 1980 e fu diretto da Colin Higgins con il trio Jane Fonda, Lily Tomlin e Dolly Parton.
Il film, fortemente voluto dalla Fonda, racconta la storia di tre colleghe in un ufficio tiranneggiato da un capo maschilista che si ribellano e gli fanno vedere i sorci verdi.
La colonna sonora (inserita nell’album 9 to 5 and Odd Jobs del 1980), un inno sindacalista attuale molto più adesso di allora, è scritta da Dolly Parton e dice:
Workin’ 9 to 5, what a way to make a livin’
Barely gettin’ by, it’s all taking’ and no givin’
They just use your mind and they never give you credit
It’s enough to drive you crazy if you let it
[Lavorare dalle 9 alle 5, che modo di guadagnarsi da vivere / A malapena si riesce a sbarcare il lunario, è solo prendere e non dare / Usano la tua mente e non ti danno mai credito / È abbastanza per farti impazzire se glielo permetti]
Nel film, immaginatemi (ndr) mentre la guardo con gli occhi di un bambino (che è poi come la guardo ora), è una nuvolona bionda tutta tette e riccioloni che all’improvviso tira fuori il lazo e acchiappa quel plutocratico schiavista legandolo persino alla poltrona (doppia candidatura personale ai Golden Globe 1981 come migliore attrice in un film commedia o musicale e come migliore attrice debuttante.). Una meraviglia!
Da allora ricevetti in regalo sempre suoi dischi e poi CD (fino alle versioni sulle piattaforme: nel 2024 tutti i siti di streaming musicale hanno registrato più di 3 miliardi di ascolti), fra le mie preferite: Jolene; 9 To 5 (per l’appunto); I will always love you, Coat of many colors, Here you come again e Love is like a butterfly (ma sono centinaia, la maggior parte scritte in musica e testo, alcune arrangiate in modo autonomo che nemmeno Mozart!).
Vincitrice di undici Grammy Award (un Grammy Award alla carriera), si è aggiudicata tredici Academy of Country Music Awards, dieci Country Music Association Awards, oltre a vincere un Primetime Emmy Award e l’Oscar Premio umanitario Jean Hersholt. Nel 2022 è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame, e nel 2023 la rivista Rolling Stone l’ha inserita nella lista dei migliori 100 cantanti di tutti i tempi.
Non volle mai vendere i diritti di I will always love you, nemmeno a Elvis Presley. E ci vide giusto, perché quando autorizzò l’utilizzo per Whitney Houston, permise la nascita di un capolavoro musicale inestimabile.
Jolene racconta il dialogo di una moglie tradita con l’amante del marito. Nessuna rabbia, solo empatia: perché non siamo giudici ma solo esseri umani (e questa era una delle sue frasi preferite).
In Coat of many colors Dolly ricorda una scatola in cui la madre, poverissima con a carico dodici figli, conservava pezzi di stoffa colorata che la gente spesso le regalava pur di non buttarli. Con quei pezzi di stoffa la donna cucì un cappotto per lei:
Now I know we had no money
But I was rich as I could be
In my coat of many colors
My momma made for me
[Ora so che non avevamo soldi/ Ma io ero ricca come non mai / Nel mio cappotto dai mille colori / Che aveva fatto la mia mamma]
Nella canzone Love is like a butterfly la musicista esprime tutto il suo amore per le farfalle, innocue, leggere, mai giudicanti, pesanti o aggressive: Your laughter brings me sunshine / Every day is springtime / And I am only happy when you are by my side. [La tua risata mi porta il sole / Ogni giorno è primavera / E sono felice solo quando sei al mio fianco].
Pochi hanno descritto così bene l’amore (senza scivolare nello scontato), perché in realtà la sua voce è da soprano ma mantiene un fondo raschiato e non si dimentica mai la pronuncia inglese da “zoticona” (l’inglese hillbilly o country bumpkin, termini che indicano una persona rozza o di campagna). Il Country nelle sue mani – e nelle sue unghie acriliche con cui si dà il ritmo sfregandole – diventa poesia e si tinge non solo di rosa, ma anche di colori più forti e profondi, come quelli arcobaleno per la lotta per diritti della comunità LGBTQIA+ o quelli per il diritto alle cure mediche o alla formazione in un’america distrutta dalla mancanza di istruzione (suo padre era analfabeta e in sua memoria fonda The Imagination Library, un programma di distribuzione gratuita di libri che invia libri ai bambini dalla nascita fino all’inizio della scuola in cinque paesi del mondo). Amava dire “All children should grow up in a home full of books“) e dalla mancanza di cure mediche (ha finanziato quasi un intero vaccino contro il COVID: un milione di dollari e cambiato la strofa di una sua canzone – Jolene – per incentivare le vaccinazioni: “vaccine, vaccine, vaccine, vaccine, I’m begging of you, please don’t hesitate“).
Ma non finisce qui, mentre il country virava a destra, nel 2020 si è esposta a favore del movimento Black lives matter, delle persone queer e trans, dei diritti delle donne. Ha dichiarato: “Pensiamo forse che i nostri piccoli culi bianchi siano gli unici che contano?”.
Ha poi cantato con Miley Cyrus (la sua figlioccia) in Rainbowland: “Wouldn’t it be nice (So nice) / to live in paradise? / Where we’re free to be exactly who we are / Let’s all dig down deep inside / Brush the judgment and fear aside”.
[Non sarebbe bello vivere in paradiso? Dove siamo liberi di essere esattamente ciò che siamo. Scaviamo tutti nel profondo di noi stessi. Mettiamo da parte i pregiudizi e le paure].
In Evening shade, del 1969, ha cantato l’esperienza cruda e drammatica di alcuni ragazzi di un carcere minorile che appiccano il fuoco alla struttura di detenzione: “But understanding isn’t learned from punishment and anger / An iron hand has no gentle touch and love ain’t learned from hate / The reason we were there is cause we had no one who cared”.
[Ma la comprensione non si impara dalla punizione e dalla rabbia. Una mano di ferro non ha un tocco gentile e l’amore non si impara dall’odio. Il motivo per cui eravamo lì è che non avevamo nessuno a cui importasse di noi].
Si potrebbe continuare all’infinito, compresa la sua ironia che prendeva in giro se stessa e gli altri. Fra le migliori: “Costa un sacco di soldi sembrare così a buon mercato“; “Sembro proprio la ragazza della porta accanto, se ti capita di vivere accanto a un circo” e infine “Non mi sento offesa da tutte le barzellette sulle bionde stupide perché so di non essere stupida… E so anche che non sono bionda“.
La più forte?
“Scopri chi sei e fallo apposta”.
Ma la cosa più bella è la visione del futuro: ha nascosto in una cassetta, che potrà essere aperta solo nel 2046, la sua ultima canzone inedita.
Immagine di copertina: Foto di Cornelia Gatz da Pixabay