Cos’hanno in comune il silenzio e il raccontare storie? Apparentemente sembrano due opposti inconciliabili mentre portano entrambi alla scoperta di noi stessi. Così come gli autori Jorge Bucay e Erling Kagge:  il primo psicoterapeuta argentino autore di Lascia che ti racconti: storie per imparare a vivere (Rizzoli), il secondo esploratore giramondo norvegese autore de Il silenzio (Einaudi).

Il valore del silenzio. Bucay e Kagge - www.mockupmagazine.it

Il valore del silenzio. Bucay e Kagge – www.mockupmagazine.it

Attraverso la storia di Demian e del suo terapeuta un po’ strambo (alter ego dello stesso Bucay, soprannominato “il Gordo” per la sua imponente mole), che per ogni problema del suo paziente racconta tantissime storie tratte dalla tradizione classica, moderna e popolare, Bucay evidenzia il potere terapeutico della narrazione che, grazie alla presenza di metafore e simboli, fornisce spunti per la crescita personale di ogni individuo. Le storie narrate durante le sedute di psicoterapia, generano quel silenzio necessario per riflettere e accogliere il cambiamento che il protagonista mette in atto per migliorare la vita e i rapporti interpersonali.

Dalle storie al silenzio. Kagge, che a 56 anni ha già raggiunto in solitaria Polo Nord, Polo Sud e la cima dell’Everest, ci presenta 33 motivi per amare il silenzio raccontando la sua esperienza di esploratore-filosofo. Suona stonato per noi che viviamo immersi nel rumore continuo delle grandi città, nell’eterna connessione al mondo virtuale, dare valore a ciò che molto spesso viene classificato come “vuoto”.

L’autore norvegese ci dimostra che riappropriarci di questo vuoto è la via per riscoprire noi stessi e vivere una vita piena: tutto nasce dal silenzio, da quello spazio intimo e misterioso che mette l’individuo in contatto con la sua parte creativa capace di rivoluzionare il mondo.

Due modi solo in apparenza differenti di contribuire allo sviluppo personale.

By Giulia Marini