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Alessandro. Autocrate liberatore - www.mockupmagazine.it

9 marzo 2020 Comments (0) Views: 73 Editoriale, Storia

Alessandro. Autocrate liberatore

Aleksandr II Nikolaevič Romanov, chiamato “Czar liberatore“, nasce a Mosca il 29 aprile 1818, da Nicola I (che portò il meno lusinghiero soprannome di “Gendarme d’Europa“) e da Carlotta di Prussia (poi conosciuta in Russia come Aleksandra Fёdorovna).  Educato dal poeta liberale Vasilij Andreevič Žukovskij e dal riformista illuminista Michail Speranskij, visitò in gioventù tutto il territorio russo (il primo della famiglia a visitare la Siberia) e tutta l’Europa. Durante il suo Grand Tour europeo conobbe Marie von Hessen und bei Rhein che volle sposare il 16 aprile 1841, nonostante il parere contrario di alcuni membri della famiglia e della Corte.

Alessandro II, George Dawe, 1827

Alessandro II, George Dawe, 1827

Fu considerato un grande dongiovanni per le sue numerose relazioni con il gentil sesso: corteggiò, senza successo, la giovane Vittoria del Regno Unito (che non esitò, più avanti, a definire “veccia strega testarda” durante la Crisi dei Balcani del 1870) e sposò morganaticamente nel 1880 Ekaterina Michajlovna Dolgorukova, figlia del principe Michail e nipote dell’ammiraglio José de Ribas, fondatore della città di Odessa.

Nella seconda metà del 1800 entrò, per volontà del padre, nel Consiglio di Stato, fu supervisore per i lavori della ferrovia Mosca-San Pietroburgo e membro di svariati comitati per la discussione della questione dei contadini. Sostituì il padre, già malato, nelle faccende relative alla Guerra di Crimea che, ormai divenuto Czar (nel 1855), fu costretto a liquidare con la Pace di Parigi (1856). La Russia, con la Crimea, si era inimicata sullo scacchiere internazionale la Francia, il Regno Unito, l’Impero ottomano e il Regno di Sardegna. La guerra e la politica estera, ereditate dal padre, furono sempre una spina nel fianco per Alessandro: fra Crimea, Napoleone III, il rapporto fallimentare con Francesco Giuseppe d’Austria, l’espansione a Oriente, la rivolta in Polonia, la Prussia conservatrice e il Tournament of Shadows (o Great Game) dell’Asia Centrale con il Regno Unito, lo Czar non ebbe pace o fortuna.

Cadeva così per Alessandro la possibilità, anche solo minima, di indugiare nella modernizzazione dello Stato e delle istituzione russe. Fu famoso il suo discorso alla nobiltà terriera con cui manifestò la necessità di abbattere il sistema del servaggio e dello sfruttamento feudale della manodopera nei campi: “il sistema attuale di proprietà di servi – disse – non può rimanere inalterato. È meglio cominciare ad abolire il servaggio dall’alto piuttosto che aspettare che esso cominci ad essere abolito dal basso. Quello che vi chiedo, signori, è di pensare come questo possa essere fatto“.

Alessandro II con la divisa delle Guardie imperiali a Cavallo

Alessandro II con la divisa delle Guardie imperiali a Cavallo

Dagli incontri con i grandi proprietari terrieri, specialmente quelli delle province di Kaunas, Vilnius e Hrodna, nacque la cosiddetta Riforma Emancipativa del 1861. Una blanda, nonchè insoddisfacente, cancellazione del servaggio terriero con cui si stabiliva che la terra rimanesse ai grandi latifondisti a meno che, in fase di riscatto, i contadini non avessero pagato la terra e la casa (a prezzi oltremodo gonfiati). La legge, odiata dai nobili e dai contadini, diede i suoi frutti solamente dopo circa vent’anni quando risultò che più dell’ottanta per cento del servi erano regolarmente registrati come proprietari delle terre riscattate.

Per quanto riguarda l’istruzione, Alessandro (con alti e bassi) tentò di superare il concetto di scuola e università promosso dalle vecchie generazioni: abolì il numero chiuso nella università e le tasse scolastiche per i poveri. Riformò la composizione del corpo docente, favorendo l’assunzione di personale all’avanguardia con la moderna mentalità europea, il perfezionamento successivo alla laurea fu impostato con la previsione di soggiorni in Europa e le donne furono ammesse nelle aule accademiche.

In ambito militare, si fece propugnatore della riduzione del servizio militare da 25 a 15 anni, decentrando il potere dell’esercito ai comandanti locali e snellendo il sistema di arruolamento (cosa che fece registrare un aumento delle riserve).

L'incoronazione di Alessandro II e Maria Alexandrovna, Mihály Zichy, 1856

L’incoronazione di Alessandro II e Maria Alexandrovna, Mihály Zichy, 1856

In un’ottica di snellimento e rafforzamento delle autonomie (sempre e comunque dipendenti da Mosca), stabilì la formazione degli zemstva: assemblee territoriali composte dai delegati dei proprietari terrieri, dei borghesi e dei contadini, Questi ultimi raggruppati nei volost’. Una forma inedita, per quanto inefficace, di controllo protodemocratico di tematiche sociali importanti come l’istruzione, l’assistenza sanitaria, l’economia e le infrastrutture (le strade).

A partecipare a questa ondata autocratica di riforme altalenanti, anche i tribunali (un sistema giudiziario a cinque livelli che prevedeva anche l’esistenza di giurie) e il sistema di riscossione dei tributi e del fisco: abolizione degli appalti sulle imposte, trasparenza della contabilità dello Stato e abbattimento dell’inflazione galoppante con il conio di monete metalliche.

Dal 1866 la vita dello Czar Alessandro II fu costellata da numerosi attentati da parte di gruppi terroristici che alla fine, al sesto tentativo, il 1 marzo 1881, ebbero successo portandolo alla morte dopo avergli inferto atroci ferite. I suoi eredi, Alessandro III e Nicola II, troveranno come lui un’eredità complessa e quasi impossibile da gestire.

Alla sua memoria venne eretta a San Pietroburgo la Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, chiamata anche cattedrale della Resurrezione di Cristo. L’edificio, oggi classificato come uno dei più belli e visitati del mondo, è ricoperto da oltre 7000 metri quadri di mosaico.


By Matteo Tuveri

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