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Nella terra del no che ha già perso

"Piccoli" rientri, editoriale di Matteo Tuveri (CC0 Public Domain)

6 settembre 2016 Comments (0) Views: 699 Editoriale, Letteratura

“Piccoli” rientri

Ridirigendo i miei passi in città a fine agosto mi sono reso conto che ciò che mi mancava era la sensazione di poter vivere i piccoli luoghi del mio vivere quotidiano, magari ancora non assaliti dal rientro di massa. Parlo delle piccole strade, degli angoli poco capienti o di quelle linee di autobus che, complice la chiusura delle scuole, si rivelano inaspettatamente vuoti, ricchi di quelle vestagliette a colori sgargianti che le signore spesso indossano per allontanare il caldo.

La riflessione sulla piccolezza come valore, che non è nuova alla scrittura (il tema dell’ aurea mediocritas, così come chiamata dal poeta latino Orazio, è di vecchia ascendenza) si è estesa anche ai piccoli gesti, al caffè della mattina, al rumore del coltello sulla fetta di pane mentre si stende su di essa un velo di marmellata o al fruscio dei piedi della persona che si ama sulle lenzuola fresche la mattina. La riflessione, si sa, attira i pensieri che, come le ciliegie, seguono uno all’altro. Ed ecco allora accendersi un riflettore sui particolari: la cucitura di un capo d’abbigliamento, gli angoli smussati di un mobile degli anni ’50, il riflesso rossiccio della propria barba sullo schermo del telefono cellulare e, ancora, gli odori e i riflessi che vagheggiano i colori dell’autunno.

 

 

"Piccoli" rientri, editoriale di Matteo TuveriSarebbe bello che il mondo, ormai globalizzato anche nella condivisione delle informazioni, a partire da questo settembre si riscoprisse – proprio per questo – più piccolo, che qualche esponente religioso ricordasse la bellezza del silenzio evitando le folle; che qualche politico, invece di urlare o promettere mari e monti, dichiarandosi diverso dagli altri, andasse avanti in silenzio per il bene di tutti, ammettendo errori.

Sarebbe delizioso se ogni utente di social network – proprio loro, gli webeti di recenti coniatura – rivalutasse la gioia di sincerarsi delle notizie che condivide. Sarebbe bello se non ci ripromettessimo continuamente grandi cose, grandi dimagrimenti, grandi exploit, grandi ricchezze e grandi rivoluzioni, ma se, in modo tutto europeo, ci dedicassimo alla sublime arte della piccolezza del vivere quotidiano, alla salvaguardia della libertà come strumento massimo per raggiungere, ognuno nel proprio piccolo, uno stato di incomparabile equilibrio.

By Matteo Tuveri

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